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Tuscia in Jazz Festival 2010Dall'8 luglio al 14 agosto il Tuscia in Jazz proporrà oltre 90 concerti a titolo gratuito. Soriano nel Cimino, Bagnoregio, Nepi, Canepina e Vasanello, le locations.


Festa della LavandaDal mattino di sabato 3 luglio fino alla sera di domenica 4 luglio, la suggestiva Abbazia Cistercense di San Giusto, a Tuscania, si tingerà di blu e sarà pervasa dal profumo intenso e inebriante della Lavanda in fiore!


Tuscia Film Fest 2010La VII edizione del Tuscia Film Fest 2010 è in programma nei mesi di giugno e luglio a Viterbo, Nepi e Canepina con oltre un mese di proiezioni.


GLI ITINERARI

L’Itinerario Farnesiano
Vi propone essenzialmente un ampio giro nella provincia, alla ricerca di edifici commissionati o riadattati a residenza dai Farnese. Dalla Tuscia la Famiglia Farnese iniziò la rapida scalata al potere che le consentì di dominare in Italia ed in Europa. L'esponente più illustre fu Alessandro, che divenne papa nel 1534 col nome di Paolo III. 
Casato di mecenati, favorì lo sviluppo delle arti in gran parte dell'Italia e assecondò con magnificenza la costruzione di rocche, palazzi, castelli e monumenti. Resti di rocche e palazzi farnesiani sono visibili a Caprarola, Farnese, Ischia di Castro, Capodimonte, Viterbo, Carbognano.


L’Itinerario Etrusco
Il territorio della Tuscia posto nelle immediate vicinanze di Capranica è ricco di testimonianze della Civiltà Etrusca. 
Un po' ovunque, nel viterbese, è possibile visitare e scoprire la magnificenza di alcune tra le più importanti necropoli rupestri scavate nel tufo quali Norchia, Castel d'Asso, Veio, Vulci, Sutri, Barbarano Romano e Tuscania. 
Alcune di esse sono anche state dichiarate patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Testimonianze pittoriche di straordinaria importanza, aventi ad oggetto l'arte funeraria etrusca, sono ammirabili a Tarquinia.


L’Itinerario Enologico
Potremo organizzare per voi delle escursioni enogastronomiche con degustazione dei migliori vini locali, Montiano, Tertium, Vigna Grande Rosso, Est!Est!!Est!!!, Aleatico, presso selezionate cantine, contestualmente alla visita di eccellenti siti archeologici, attraversando il territorio per un raggio massimo di 70 km.

L’Itinerario dei Laghi
Una proposta originale per gli amanti delle passeggiate, parchi e delle riserve e per i cultori della fotografia è costituita da un itinerario naturalistico di grande effetto, quello che conduce ai laghi della provincia.
A soli 10 minuti da Villa La Trinità si trova il Lago di Vico, specchio di origine vulcanica incastonato tra i Monti Cimini, a tutela dei quali è stata istituita (1982) una riserva naturale. Grazie all'umidità del clima, il parco è popolato da una fauna variegata e caratterizzato da una ricca vegetazione, per lo più incontaminata.
Poco più distante è il Lago di Bracciano, secondo specchio d’acqua del Lazio per dimensioni, situato nell'area settentrionale della provincia di Roma. Utilizzato sin dall'età romana per consumo potabile, l'imperatore Traiano lo utilizzzò per realizzare un acquedotto per il trasporto dell'acqua nella capitale le cui torrette-spia, alte circa quattro metri, si ergono ancora lungo la via Cassia. L'impianto, lungo 43 chilometri e con terminale sul colle Gianicolo di Roma, fu restaurato da papa Paolo V agli inizi del Seicento prendendo il nome di "Acqua Paola". 
A nord di Viterbo si trova il Lago di Bolsena, nella caldera principale del complesso vulcanico Vulsinio, circondato in buona parte dalla catena dei Monti Vulsini. Sulle rive del lago si sono succedute la civiltà Villanoviana, quella Etrusca e la Romana, mentre il periodo medioevale, di altrettanta rilevanza, ha lasciato segni indelebili nei piccoli centri che vi si affacciano. E' il più grande lago di origine vulcanica d'Europa e quinto per dimensioni in Italia. 
Vi emergono due isole, Bisentina e Martana, originate da coni eruttivi plasmati dagli elementi della natura. 
La più grande è l'isola Bisentina, il cui none deriva dal vicino Monte Bisenzio e dall’omonimo centro; essa ancor oggi conserva un grande fascino. Tracce di frequentazione umana risalgono alla preistoria: nelle profonde acque lacustri sono state rinvenute due piroghe, ricavate da un unico tronco d’albero e risalenti al XIII secolo a.C.
Numerose sono le testimonianze etrusche (tombe a fossa del VI secolo a.C.) e romane. 
La Bisentina divenne piuttosto popolata verso il IX secolo d.C. per le invasioni dei Saraceni, che costrinsero gli abitanti dei luoghi rivieraschi a rifugiarsi in luoghi inaccessibili. Il medioevo fu per l’isola, così come per tutta la cosiddetta “Val di Lago”, un periodo tumultuoso, fin quando nel 264 papa Urbano IV, per porre termine alle sanguinose contese, incluse la Bisentina e la Martana nei domini della Chiesa. Vennero ricostruite la rocca e la torre, distrutte dai signori di Bisenzio. 
Alla fine del XIV secolo la Val di Lago passò sotto il dominio della famiglia Farnese con Ranuccio III il Vecchio, capitano delle milizie pontificie. 
Iniziò un periodo di splendore che si protrarrà per circa due secoli e mezzo, essendo l'isola considerata dai Farnese la gemma più preziosa del Ducato, tanto da decidere di porvi i sepolcri della famiglia. Ancora oggi, all’interno della chiesa dei SS Giacomo e Cristoforo, è ammirabile il bellissimo monumento funebre a Ranuccio il Vecchio (+ 1450). 
Assogettata spiritualmente alla diocesi di Montefiascone nel 1431 venne assegnata ai Frati Minori Osservanti, che vi costruirono un convento. Tra il XIV ed il XVI secolo vennero costruiti ben sette immobili tra chiese ed oratori. 
Vi soggiornarono i papi Pio II, Leone X, Paolo III Farnese e Gregorio XIII.
Paolo III costituì, nel 1537, il Ducato di Castro e l’isola ne seguì le sorti fino alla distruzione di Castro nel 1649 da parte delle truppe pontificie. 
Tornata sotto il dominio diretto della Chiesa scontò un periodo di lento ed inesorabile declino con l’affidamento in enfiteusi a privati fino al 1899, quando per affrancazione dalla Camera Apostolica, ne entrò in possesso Alarico Piatti, piemontese. Nel 1912 subentrò la principessa Beatrice Spada che curò amorevolmente l’isola ed importò dal Nord Europa, per distruggere le larve di zanzare infestanti il lago, il coregone, un pesce pregiato, ora importante risorsa per i paesi rivieraschi. Oggi la Bisentina, di proprietà di Ornella Fieschi Ravaschieri, è parzialmente visitabile con gite organizzate in partenza dai porti di Bolsena e Capodimonte. L’isola Martana, a forma di una mezzaluna, è invece disabitata. 
La località è legata alla triste storia di Amalasunta, figlia di Teodorico e regina degli Ostrogoti, che venne qui uccisa nel 584 per ordine del suo secondo marito e cugino Teodato, ansioso di regnare da solo.


L'Itinerario di Via Francigena
La Via Francigena, che da Canterbury portava a Roma (da cui l’appellativo alternativo di “Romea”), è un itinerario della Storia, una via maestra percorsa in passato da centinaia di migliaia di pellegrini in cammino verso la Terra Santa, sede del Golgota dove si ricercavano i luoghi della passione di Cristo, passando per Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo, fondatori della comunità ecclesiale cristiana. Si è in grado di ricostruire questo itinerario grazie ad un documento di Sigerico, Arcivescovo di Canterbury, che nel 994 scrisse, tornando da Roma nella sua diocesi, il diario delle varie tappe effettuate durante il viaggio. 
Il cammino della Via Francigena attraversava le Alpi in Valle d’Aosta e scendeva dal Piemonte e dalla Lombardia nella Pianura Padana, valicava l’Appennino verso Berceto, attraversava la Toscana ed il Lazio per raggiungere Roma. 
Ancora oggi sono rintracciabili sul territorio frammenti e memorie di quegli itinerari che fondano la storia d’Europa. Analizzandone una parte, si indica il percorso e le tappe nella Tuscia: da Proceno, stazione di posta, ad Acquapendente, tappa fondamentale per i pellegrini per via di una preziosa reliquia portata dalla Terra Santa ed oggi conservata nella cripta della cattedrale; da Bolsena, importante per il ricordo del miracolo del Corpus Domini, a Montefiascone, centro medioevale noto anche per il suo vino; quindi Viterbo che, sviluppatosi proprio grazie alla Via Francigena, divenne uno dei cardini dell’intero percorso, ricco di ospizi, alloggi e memorie storiche. 
Il passaggio della Via Francigena per Viterbo pose il problema dell’attraversamento dei Monti Cimini tentato, a seconda dei periodi, a destra ed a sinistra del Lago di Vico. Da una parte incontrando Ronciglione e la chiesetta di S. Eusebio; dall’altra attraversando i boschi di castagno nei pressi dell’Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino per arrivare a Vetralla, dove una strada campestre conduceva alla chiesetta di Santa Maria in Forcassi, citata da Sigerico. 
Quindi Capranica, Sutri, Monterosi, per poi abbandonare la Cassia alla volta della Via Trionfale fino a Roma.